Contrariamente a quanto previsto dai luminari della medicina al momento della tua nascita, che dopo aver diagnosticato la tua disabilità irreversibile, senza grandi prospettive di miglioramento, ti concedevano pochi anni da trascorrere con noi, eccoci qui, a festeggiare anche quest’anno un compleanno che è davvero un traguardo raggiunto con eroismo.
A conferma per chi negli anni era sicuro che non ce l’avresti fatta, per chi era certo che la disabilità ti avrebbe fermato, per chi è ancora oggi convinto che vite come la tua non valgano la pena di essere vissute.
Eppure anche dieci anni fa, quando la malattia ti aveva ridotto in fin di vita, quando i medici dopo aver tentato il tutto si erano arresi perché secondo gli esami e l’evolversi negativo della situazione ormai era inevitabile che ti restassero solo poche ore, tu hai stravolto ogni convinzione, ogni certezza.
A tutti, e a ogni giorno trascorso, hai mostrato i tuoi pugni, la tua voglia di combattere con grande e silenziosa dignità, rivelando una verità oggi negata: la vita non dipende da noi. La vita è dono.
Una dignità che ci ricorda con la semplice presenza e senza troppi giri di parole, cosa sia l’affrontare una vita piena di ostacoli, sopportare con pazienza le avversità, l’indifferenza, l’ignoranza spesso ostentata come saggezza di persone che si avvicinano per compatirti senza empatia, senza carità.
Dignità capace di ricordare cosa siano la solidarietà, la vera amicizia, la capacità di saper rinunciare a un po’ di sé stessi per dedicarsi a chi soffre, a chi è invisibile e ignorato, che la felicità non è perfezione, né bellezza, potere, denaro, successo.
La felicità è racchiusa in quei valori demodé che sono gratuità, generosità, impegno, rinuncia. Sono l’importanza di una famiglia e di una comunità unita e solidale, capace di sostenersi e sostenere anche e soprattutto nelle difficoltà e nelle disgrazie. Valori da riscoprire.
È testimoniare che la cultura dello scarto, che sta impregnando la nostra società sempre più disumanizzata in nome di un deviante concetto di autodeterminazione e falsa libertà, non è altro che un inganno.
Una vita considerata imperfetta è una vita che obbliga a guardare oltre l’immediato, oltre la semplice apparenza, oltre il concetto materialista e di convenienza. È una visione della quale è difficile comprendere il senso. Ma non impossibile.
In questi quarant’anni sei stato maestro di vita e ci hai insegnato l’importanza di saper guardare la realtà con quel necessario distacco dal sentire comune che forse, senza la tua presenza, ci sarebbe potuto sfuggire.
Dobbiamo tornare ad essere semplici come bambini, gli unici capaci di avvicinarti con disarmante candore, con simpatica curiosità, con sincera dimostrazione di affetto. E a te che hai saputo lottare con tanta tenacia in questi quarant’anni di prove diciamo grazie e siamo certi che saprai mostrare i tuoi pugni ad ogni nuovo giorno da affrontare con la grinta di sempre.
Buon compleanno guerriero!


