COMO. ILARIA SALIS INVITATA DA DON GIUSTO. BASTA CON CERTI LEGAMI E CERTE AMBIGUITÀ. È ORA DI DIRE BASTA. CREDENTI E CITTADINI DI BUON SENSO: SVEGLIA.

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Sta facendo discutere in questi giorni la notizia dell’invito dell’eurodeputata Ilaria Salis da parte di don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio nella periferia di Como, ad un incontro organizzato nella sala dell’oratorio della sua parrocchia.

Il tema è senz’altro interessante e riguarda la situazione dei detenuti del carcere cittadino che, come in tante altre strutture in Italia, è in evidente difficoltà.

Una scelta, quella di don Giusto, che ha sollevato non poche reazioni: perché invitare ad affrontare un argomento tanto delicato e dalle mille sfaccettature un personaggio che vanta a suo carico ben 4 condanne e 29 denunce? Una donna che ha dichiarato di ritenere giusto occupare abusivamente le case altrui o che sia lecito aggredire le Forze dell’Ordine? Non sarebbe stato più opportuno invitare esperti in grado di argomentare nel merito e di offrire un reale apporto di analisi e proposte? 

Quale esperienza personale potrebbe portare, se lo scopo fosse questo, qualcuno che non ha vissuto neppure un giorno di carcere ma che è sfuggita a una condanna a molti anni di detenzione, ottenuta grazie all’immunità parlamentare?

Tra le tante risposte e giustificazioni che la Salis, rappresentante di una sinistra estrema e anticlericale, ha voluto portare a suo sostegno, ci sono citazioni del Vangelo. Francamente da chi ha compiuto azioni in netto contrasto proprio con gli insegnamenti del Vangelo, certi riferimenti risultano al mondo cattolico offensivi e strumentali. Un chiaro segno di beata ignoranza religiosa ma anche di sfacciata disonestà e opportunismo.

Da credenti, ovviamente, siamo convinti che ognuno possa redimersi, pentirsi e convertirsi. Ma tale percorso di reale cambiamento si deve compiere con atti concreti, non con esternazioni politiche di facciata.

D’altro canto, appare più inquietante l’iniziativa di un sacerdote della Chiesa Cattolica che offre lo spazio parrocchiale a chi vive la vita in modo tutt’altro che esemplare. Quale messaggio potrebbe arrivare ai giovani presenti all’evento? Che don Giusto sia ormai conosciuto come un sacerdote fuori dagli schemi per le tante questioni sollevate in passato e che oggi si confermano con questa ennesima iniziativa non sorprende, e che la Chiesa abbia al suo interno una situazione di grande confusione e di crescente allontanamento dalla Verità non avendo più come priorità l’ascolto della Parola di Dio ma le voci più invitanti di una società buonista, pure.

Resta il fatto che l’incontro, che non è ecclesiale ma politico, stride fortemente con lo scopo che vorrebbe avere e cioè la sensibilizzazione su un tema non facile della gestione delle carceri secondo una visione più umana, sembra avere più uno scopo provocatorio che costruttivo. L’unico risultato che si potrà ottenere saranno le polemiche e il fornire una maggiore, immeritata e gratuita, visibilità a una donna che non lo merita. 

Don Giusto anche questa volta ha sbagliato. Mi permetto umilmente di lanciare un appello al Cardinale Oscar Cantoni affinché ascolti la voce dei fedeli e intervenga a riportare il suo parroco sulla via della ragione annullando un’iniziativa pericolosa, dannosa, che sta già indignando l’opinione pubblica. Democrazia e Sussidiarietà denuncia un degrado a 360 gradi che non possiamo più accettare. Credenti e cittadini di buon senso SVEGLIA.

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