ABORTO. PROPOSTA DI DEMOCRAZIA E SUSSIDIARIETA’: ESTENDIAMO IN TUTTA ITALIA L’INIZIATIVA DEL VESCOVO DI VENTIMIGLIA

0
37

Gentile ANGELO RIVA, direttore del Settimanale della Diocesi di Como, da giorni giornali e social si occupano dell’iniziativa del Vescovo di Ventimiglia, Mons. Antonio Suetta, di far suonare ogni sera la “campana per la vita”; rintocchi per ricordare lo sterminio dei bimbi vittime dell’aborto.

Un’iniziativa che, come prevedibile, ha suscitato scalpore e reazioni anche di una certa intolleranza verbale da parte di chi, reitera violentemente un vecchio schema, cioè, che la Chiesa non deve intromettersi quando c’è di mezzo la libertà di scelta della donna su come gestire la propria sessualità, il proprio corpo.

Il mondo femminista e i politici di sinistra invocano, come un mantra da decenni, la laicità dello Stato, il rispetto della legge 194…etc. Si tratta unicamente di una posizione ideologica. Dimenticano, pure dal loro punto di vista, la parte dissuasiva della legge, perché spesso la donna viene lasciata sola e non è nelle condizioni psichiche ed economiche di decidere con serenità. E soprattutto, dimenticano che la 194 parla di “interruzione della gravidanza”, quindi, al centro c’è la vita del bambino, non il diritto della donna ad abortire. Un conto è la laicità, un conto il laicismo che sta diventando di fatto la promozione attiva dell’ateismo di Stato. Le ricordo, caro Direttore, che il concetto di Stato laico fu introdotto dai nostri padri risorgimentali per tutelare la libertà religiosa e non per eliminarla. 

Perché dà così tanto fastidio il suono di una campana? Perché, come il battito del cuore, fa toccare con mano, fisicamente, il dramma di poter o non poter sopprimere un innocente, fragile e indifeso. 

Purtroppo il suono delle campane oggi non riesce a fermare la mano di medici non obiettori o di madri che decidono arbitrariamente del diritto alla vita del proprio figlio, quindi la cosiddetta “licenza di uccidere” che non viene più seriamente ostacolata.

Il rintocco delle campane nei secoli, scandendo le ore del giorno e della notte, è sempre stato quello di accompagnare e rappresentare le comunità nei vari eventi identitari che le riguardavano, dalle feste ai lutti, dalle allerte, alle celebrazioni. 

Hanno fatto parte e fanno parte della nostra civiltà, della nostra cultura, con un ruolo ben preciso.

Ecco, io vorrei che questi rintocchi continuino ad essere un simbolo, un segnale e un monito per svegliare le coscienze su un tema così importante per il futuro della nostra società, che di fronte alla vita e alla morte non può essere neutrale, indifferente se non complice di un massacro silenzioso legittimato da una cultura sbagliata.

E la Chiesa deve riaffermare con maggiore forza questa battaglia morale, sapendo che come diceva Edith Stein “non c’è verità senza amore, ma nemmeno amore senza verità”.

Non lasciamo dunque, che la campana di Ventimiglia e Mons. Suetta, restino voci e suoni isolati. Diamo “voce” ai tanti cristiani che quotidianamente combattono la buona battaglia per la vita.

Sarebbe bello che tale iniziativa venga promossa da ogni Diocesi ed estesa in tutta Italia: è la mia proposta in qualità di presidente nazionale di Democrazia e Sussidiarietà.

Perché l’aborto è un crimine che grida vendetta agli occhi di Dio e non esiste, né può esistere una sola giustificazione per un argomento non negoziabile come questo.

Diana Barigelletti, Presidente Nazionale di Democrazia e Sussidiarietà

(5 Gennaio 2026)