VENETO. FINE VITA-FINE DEGLI INGANNI DA PARTE DI CERTO CENTRO-DESTRA. LA MELONI BATTA UN COLPO. CATTOLICI SVEGLIAMOCI

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È semplicemente avvilente e disgustoso vedere scene di esultanza di fronte alla scelta di far morire i sofferenti anziché fare di tutto per salvarli o semplicemente rendere più lieve la loro sofferenza. 

Che il mondo moderno abbia perso il senso di umanità è ormai chiaro, ma che si scenda tanto in basso pur di ottenere voti o posizioni di potere, lascia davvero un grande amaro in bocca. 

E soprattutto è desolante assistere all’affermazione sempre più insistente e dal basso (chiamiamolo “federalismo del fine vita”) di un pensiero unico basato sulla contrapposizione tra libertà e morte. Come se la libertà possa confondersi con la soppressione della vita

Come ha detto giustamente il Generale Vannacci ieri in tv dalla Berlinguer “non chiamiamolo suicidio assistito, ma omicidio del consenziente”. Segno che sulle parole e sull’idea di società non si può transigere, né arretrare. E segno che almeno Futuro nazionale in questa fase storica della politica italiana, riesce a rappresentare meglio la coerenza e la certezza dei nostri valori. Non a chiacchiere.

Perchè a tradire la fiducia dei cittadini che hanno votato centro-destra alle scorse elezioni, anche in base a un programma esplicitamente “anti-laicista” (diritto alla vita, gender, no eutanasia, primato della famiglia naturale, valori non negoziabili etc), in Veneto non sono stati solo i partiti di sinistra (e quello era scontato), ma proprio quelli di destra. Dopo una lunga maratona ecco i numeri: 32 favorevoli, 14 contrari, 5 astenuti. Dando vita a una inedita maggioranza composta da leghisti, “zaiani”, Pd. Avs, grillini, qualche Fdi e azzurri con la loro libertà di coscienza, confermando la deriva liberal di Fi.

Naturalmente tutta la canea politica, mediatica, intellettuale radicale, laicista, e “giacobina” ora si è risvegliata. Per i capi della sinistra dopo l’Emilia, la Toscana e la Sardegna, acquisendo al loro teatro pure la prima regione governata dalla destra (il Veneto), l’obiettivo è passare dall’esempio regionale, in virtù di una sbagliata interpretazione della riforma del titolo V della Costituzione (le Regioni sulla sanità, hanno competenza sulla organizzazione del comparto, non sulle linee generali), al nazionale, invitando il governo a legiferare in tal senso (unico), coprendo il famoso vuoto normativo indicato dalle recenti sentenze in merito della Corte Costituzionale. 

Ci riusciranno? Aspettiamo adesso una presa di posizione della premier Meloni il cui partito in genere e in generale, ha mantenuto coerentemente la posizione di contrarietà all’approvazione della legge, con un intervento che riporti nei margini della costituzionalità questa legge barbara e insidiosa. 

Il fine vita non può, e non deve essere, regolato da leggi; la vita delle persone nel momento più difficile della loro esistenza non può essere decisa da quegli stessi giudici che scagionano i violentatori e condannano le vittime, che hanno perso il senso della giustizia per soddisfare i capricci del modernismo distruttivo. 

Hanno cavalcato il concetto di libertà individuale per aprire una breccia che presto diventerà una voragine che inghiottirà ogni individuo che sarà ritenuto indegno di vivere una vita di limiti, di dipendenza da macchinari o caregiver, di disabilità o vecchiaia ormai divenuta un peso per i familiari. E dai suicidi volontari si passerà ai fragili, ai depressi, ai disabili, a ogni tipo di debolezza.  

Dato che i rappresentanti più in vista della Chiesa non hanno più voce autorevole avendo scelto di asservire la mentalità materialista, i cattolici facciano sentire la propria voce prima che sia troppo tardi quando, cioè, non potremo più opporci allo sterminio come già accaduto con l’aborto negli ultimi cinquant’anni.

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