ABORTO. POLEMICA CONTRO I 5 STELLE

0
58

Credo che il M5S dimostri ancora una volta una certa confusione in tema di diritti sull’aborto.

Non è forse un diritto quello del bambino concepito di poter nascere? Non è forse un diritto quello di opporsi a una simile barbara scelta di eliminare, uccidere senza pietà una creatura indifesa e innocente?

Non è forse un diritto e un dovere del medico quello di salvare vite anche se ancora in formazione nel grembo materno? Uccidere un essere umano non è contro la legge? Uccidere una donna che sta per nascere non è femminicidio? Uccidere un bambino perché potenzialmente disabile non è discriminazione?

Licenziare o demansionare un medico per le proprie idee pro-vita non è contro il diritto al lavoro e di opinione? 

Il deputato promotore di questa inaccettabile proposta afferma che non si tratta di una questione sanitaria ma di un diritto a garantire alle donne ascolto, cura, accompagnamento senza ostacoli ideologici o ipocrisie”.

Esattamente. Non è una questione sanitaria. La gravidanza non è una malattia. Le donne vanno aiutate ad accettare con delicata attenzione, cura e ascolto, ogni creatura che si affaccia alla vita dal primo istante, dal suo concepimento e non indirizzate e spinte verso un’unica direzione, quella della morte.

Questa è vera civiltà. La legge 194/78 non è nata come diritto all’aborto. E’ nata con l’idea errata di poter contrastare l’aborto clandestino. Il risultato sono milioni di bambini a cui si è impedito di venire al mondo per ragioni che nella quasi totalità dei casi non hanno nulla a che vedere con la salute della donna.

E lascia milioni di madri che, dopo aver compiuto una simile scelta costrette o ingannate, si ritrovano per tutta la vita con un vuoto, un senso di colpa incancellabile che viene da un’anima ferita e non dai giudizi della società.  Allora caro deputato Gianluca Mandas rifletta meglio sulla sua proposta di legge…dov’è la vera ipocrisia?

Diana Barigelletti, Presidente di Democrazia e Sussidiarietà