EUTANASIA.  LA FALSA LIBERTA E L’AMBIGUITA’ DELLA CORTE COSTITUZIONALE. LA POSIZIONE DI DEMOCRAZIA E SUSSIDIARIETA’

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Il 17 luglio è in calendario al Senato il dibattito per dotare l’Italia di una legge che regoli il “diritto” al ricorso all’eutanasia. 

La Corte Costituzionale ha sempre affermato che non esiste un “diritto al suicidio” lasciando tuttavia un discutibile margine di non punibilità per i casi estremi. 

Oggi però si pretende di allargare questo “diritto” alla libertà dell’individuo di decidere di mettere fine alla propria esistenza o, in altre situazioni, a quella di chi si trova nella condizione di non essere in grado di intendere e di volere, comprese le persone con disabilità. 

In buona sostanza di chi vive una condizione di vita considerata indegna di essere vissuta secondo i criteri di una società ormai intrisa di egoismo e privata di umanità. 

Ma approvare una legge che permetta, in presenza di requisiti come la sofferenza insopportabile, fisica o psicologica, di poter ottenere il permesso di suicidarsi, aprirebbe le porte a tutti gli aspiranti suicidi e a molte tristi varianti, come già accaduto in alcuni paesi europei. 

L’eutanasia non può entrare con l’inganno di una scelta buonista negli ospedali pubblici o privati; il nostro sistema sanitario non può prevedere l’aiuto a morire, i medici devono operare per salvare le vite come prevede il giuramento di Ippocrate. 

Come per l’aborto, diventato ormai un omicidio legalizzato di creature innocenti e indifese, così l’eutanasia diverrebbe omicidio/suicidio legalizzato per giustificare una scelta estrema in una qualunque situazione di disagio dichiarata che potrebbe essere invece affrontata diversamente. 

Il diritto della persona malata, fragile, abbandonata a sè stessa è quello di essere aiutata ad affrontare anche le situazioni più difficili con la solidarietà, che è vicinanza, speranza, compassione e non essere spinta a scegliere soluzioni di morte approfittando della sua condizione di vulnerabilità. 

Come Presidente di Democrazia e Sussidiarietà voglio esprimere la posizione ferma e irremovibile del nostro movimento politico affermando che siamo fermamente contrari all’approvazione di leggi che offendano la dignità di ogni individuo e che il nostro impegno per la difesa della persona e della vita sarà sempre più incalzante e determinato. 

Auspichiamo pertanto che il governo Meloni respinga totalmente qualsiasi forma di apertura a soluzioni contro la vita e abbia il coraggio di rispondere con fermezza alle aspettative dei milioni di elettori che hanno riposto nei partiti che si definiscono cristiani, la fiducia di vedere tutelate e protette le persone fragili e indifese. 

Diana Barigelletti, Presidente di Democrazia e Sussidiarietà