Si vergogni quella parte del Clero che dovrebbe mostrare con coraggioso esempio al popolo cristiano la giusta via, quella indicata dal Vangelo che difende e promuove la vita e che, invece di opporsi con determinazione, scende a codardi compromessi per non urtarsi con la politica mortifera e i milioni di fedeli che si sono lasciati ingannare da essa, sostenendo che per il suicidio assistito sia “opportuna” una legge che metta tutti d’accordo.
Si vergognino quei politici di centrodestra che adesso guardano a sinistra, che hanno raccolto voti facendo leva sui temi a favore della vita promettendo di volerli difendere e ora stanno tradendo gli elettori con atteggiamenti di apertura al “dialogo di convenienza” (per sé stessi).
Si vergognino tutti quelli che sono entrati in politica giurando che avrebbero fatto fuoco e fiamme per difendere i fragili e ora scendono pubblicamente a compromessi in cambio di qualche vantaggio personale lasciando tutti quelli che come mio figlio si trovano nella condizione di non potersi difendere, in mano a commissioni di medici e giudici che stabiliranno se e quando dovrà morire.
Perché è così che andrà a finire.
Perché mio figlio è disabile. Ha una di quelle disabilità che non danno alcuna possibilità di vita autonoma e tantomeno di decisione autonoma. Uno di quei tanti casi che oggi vengono definiti ipocritamente da una certa mentalità progressista “soggetto inadatto a vivere una vita decorosa”, in realtà considerati un peso inutile per la società, anzi, un costo.
Uno di quelli che oggi, grazie alla legge 194/78, già si elimina prima della nascita.
Si vergognino tutti quelli che sostengono che la legge è pensata solo per chi proprio non ce la fa più, che non ha più voglia di combattere e di soffrire, che non ha più speranza, ben sapendo che anche con una apertura parziale si sdoganerà il diritto al suicidio per chiunque, anche per chi non lo vuole…perché si aprirà un varco a qualsiasi richiesta che se ritenuta valida otterrà il permesso di autodeterminarsi, o decidere per un altro incapace di farlo da sé, verso la morte.
Ipocriti! La speranza nasce dalla solidarietà non da una siringa piena di veleno.
Se passa la legge, al primo ricovero di mio figlio per l’ennesima polmonite (sempre superate grazie alla coscienza dei medici e all’amore della famiglia) in assenza di genitori o fratelli magari per legge resi impossibilitati a esprimersi come già ampiamente visto dai casi Alfie Evans e altri in Inghilterra, una commissione di medici e giudici potrebbe tranquillamente decidere che la sua condizione è senza speranza, senza un futuro e firmare perché venga lasciato morire di fame e di sete visto che si nutre e idrata attraverso la PEG da oltre tredici anni e visto che anche nutrizione e idratazione sono considerati accanimento terapeutico… Vergognatevi!
Diana Barigelletti, Presidente di Democrazia e Sussidiarietà


