REFERENDUM GIUSTIZIA: MA LA CHIESA SI RICORDA DELLA DOTTRINA SOCIALE? CREDENTI FUORVIATI

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Un tempo il compito del sacerdote, dei religiosi, del parroco o del Vescovo era quello di occuparsi delle anime, di renderle capaci di distinguere, in ogni situazione della vita con sano discernimento, il bene dal male.

La loro predicazione aveva il compito di guida delle coscienze affinché ricercassero nell’agire quotidiano quei comportamenti e quelle scelte capaci di individuare la giusta via da seguire anche a costo di essere impopolari, osteggiati, criticati. Perché la Verità deve essere proclamata senza vergogna, senza mezzi termini e senza interesse mondano.

E’ invece sempre più frequente oggi un diffuso sentore che più che dirigere sapientemente e coraggiosamente il popolo di Dio verso la ricerca del bene comune, ci troviamo di fronte a sacerdoti che si piegano senza dignità al pensiero e ai diktat del mondo, così orizzontale nella sua visione, così limitato e materialista al punto di scandalizzare chi, riferendosi umilmente al Vangelo, cerca la Verità e una strada coerente da seguire ma non riesce a trovarla nemmeno tra le braccia di Santa Madre Chiesa.

Negli ultimi tempi siamo stati spettatori impotenti di una Chiesa sempre più interessata ad occuparsi di politiche migratorie, a un’apertura condiscendente verso le pretese di chiunque voglia fare del proprio capriccio una legge, che dà implicitamente indicazioni di voto e ospita nelle chiese esponenti politici a sostegno di idee spesso contrarie alla Dottrina Cattolica, che usano frasi del Vangelo per adattarle a proprio vantaggio con grande superficialità o che, notizia di questi giorni, partecipa al Congresso di Magistratura Democratica per il NO, come riportato dalle cronache, ha fatto il 13 febbraio scorso il vicepresidente della CEI, Mons. Francesco Savino e altri esponenti dei vertici della Conferenza Episcopale Italiana.

Questa non è più la Chiesa di Cristo, visto che di Lui ormai non si parla quasi più. È una Chiesa semi cattolica, sbiadita, tiepida. Una Chiesa che accoglie senza però chiedere pentimento, una Chiesa che benedice ma non chiede conversione, una Chiesa timida, che somministra quel tanto che basta alle coscienze per essere tranquille tanto poi c’è la Misericordia divina che cancella tutto, che parla e orienta le scelte dei fedeli secondo convenienze e simpatie politiche.

L’interpretazione della Parola di Dio è diventata un fatto personale, un pensiero da adattare al palinsesto di programmi televisivi dove esponenti della Chiesa diventano opinionisti da talk show o nei social dove talentuosi preti influencer si riducono a penose macchiette capaci di ottenere come unico risultato lo svilimento del messaggio cristiano.

Eppure sapienti guide a cui far riferimento non mancano. Ci si è forse dimenticati del Catechismo della Chiesa Cattolica o della Dottrina Sociale della Chiesa dove si trovano risposte illuminate per affrontare i molteplici problemi legati alla società e alla convivenza civile? Che parlano in modo chiaro ed esemplare di come guidare e governare un popolo e condurlo ad una situazione di benessere e di rispetto reciproco?

Verità e Giustizia per i cattolici è saper scegliere la strada del bene per tutti, non quella degli interessi personali, privati o di partito. Nel caso di questo referendum le correnti politiche e ideologiche che finora hanno condizionato in troppi casi giudici e tribunali hanno portato a decisioni di condanna spesso sbagliate, rovinando la vita di persone innocenti che non potevano difendersi dinnanzi a una Magistratura arrogante e parziale che resta impunita.

Non si può scegliere di portare avanti una giustizia che libera delinquenti e assassini, che obbliga le vittime a risarcire le famiglie di chi commette reati, che condanna le forze dell’ordine per aver fatto semplicemente il proprio dovere.

Se i nostri sacerdoti non hanno le idee chiare, allora smettano di dare indicazioni fuorvianti e chiedano lumi al loro Principale.

Noi continueremo sempre a pregare per i nostri Pastori perché siano illuminati dallo Spirito Santo e possano predicare alla luce di un vero discernimento, ma nel frattempo i cattolici si adoperino perché il 22 e 23 marzo prossimi vinca il SI al referendum e finalmente possa diventare realtà quel cambiamento che riporti finalmente ordine ed equità nella giustizia e faccia rinascere la fiducia in ogni cittadino italiano.