IL CASO DI FEDERICO VENCO, UN UOMO PERBENE UCCISO PER CASO DA UN FIDANZATO GELOSO. NON È FEMMINICIDIO E NON FA NOTIZIA. È ORA DI DIRE BASTA AL POLITICAMENTE CORRETTO

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Si chiamava Federico Venco, era della provincia di Varese, ma la sua morte non fa notizia. Forse ne faranno un cenno veloce nei tg, forse la stampa locale, ma niente più.

Eppure Federico non ha avuto un incidente come purtroppo ne accadono tanti specialmente durante il periodo estivo; stava semplicemente raggiungendo la sua fidanzata che lo stava aspettando mentre lui percorreva la strada con la sua moto.

Federico non era come gli altri. Non è passato oltre. Ha visto una giovane donna in difficoltà ferma di sera sul lato della strada e, contrariamente a tanti che erano passati prima di lui, si è fermato a chiederle se avesse bisogno di aiuto. E infatti la giovane donna si era persa e lui, gentilmente, si è offerto di farle da guida.

Non ha chiesto certo con chi e perché si stesse recando in quel luogo, e lei stessa certamente ignorava il pericolo a cui stava andando incontro, ma tanta generosità ha avuto il prezzo della sua vita poiché l’ex fidanzato della donna, vedendoli arrivare insieme lo ha scambiato per il nuovo compagno e lo ha volontariamente investito uccidendolo.

Ecco. Se questa donna non si fosse fermata disorientata e, arrivando invece all’appuntamento avesse trovato la morte per mano del suo ex che evidentemente aveva già pianificato il gesto estremo, visto che sulla sua auto gli agenti hanno trovato una grossa pietra e un coltello, oggi avremmo visto rimbalzare su tutti i tg e i giornali la notizia dell’ennesimo femminicidio e la valanga di commenti e post sui social.

Ma Federico è un uomo. Un ragazzo che è stato ucciso a soli 37 anni da un ex fidanzato geloso. E non fa notizia. Anzi, rischia di diventare esempio di generosità e altruismo, qualità diventate introvabili tanto è dilagante l’individualismo e la diffidenza verso chi si trova in stato di necessità e infastidisce i sostenitori della lotta al patriarcato e dell’ideologico e inesistente “femminicidio”, termine inutile, coniato appositamente per interesse politico, che penalizza la figura maschile sempre e comunque perché se un uomo uccide una donna è un assassino e commette un femminicidio, ma se una donna uccide un uomo è perché l’uomo l’ha portata a tale gesto con il suo comportamento prevaricatorio.

La parità è condannare la violenza perché violenza, non perché è stata rivolta a una donna piuttosto che a un uomo. Ma per i nostri media Federico non vale un sollevamento di reazioni indignate dal mondo dei sostenitori dei diritti.

È ora di dire basta a queste strumentalizzazioni. L’omicidio è omicidio, non esiste un omicidio più grave di un altro. La parità di genere, se si vuole essere onesti, è anche questa.

Perché ci sono uomini violenti e arroganti, ma ci sono anche tanti Federico che istintivamente si fermano per dare aiuto senza badare a chi sia il destinatario del suo gesto. Persone belle che hanno ancora dentro quel senso di civiltà e di generosità per cui decidono di ritardare il proprio appuntamento con la fidanzata senza pensare ai rischi che corrono e che non si limitano semplicemente a filmare col cellulare per condividerlo come un trofeo e passare oltre.

Una fidanzata a cui restano i sogni stroncati in una sera, nel buio di una strada sbagliata, per il gesto ora eroico di un giovane che ha avuto la bontà di essersi fermato a prestare aiuto a una donna sola e probabilmente a salvarla, ignaro, da un destino crudele che si è accanito invece su di lui. La speranza ora è che la giustizia faccia il suo corso e giunga a una conclusione che, qualunque sia, renda onore al tuo gesto.

Grazie Federico per averci mostrato che la solidarietà esiste anche in questa società malata di aggressività, violenza e indifferenza, che ha perso umanità e compassione.

E anche se non parleranno di te giornali o tv, resterà il tuo splendido, ammirevole gesto come esempio per tutti.