È confortante per noi di Democrazia e Sussidiarietà e motivo di orgoglio leggere oggi la parte del programma di Futuro Nazionale che riassume quegli obiettivi che da tempo, come cattolici, aspettavamo di trovare in un vero progetto politico.
La sintonia di pensiero e progettuale l’avevamo intuita già lo scorso anno, quando abbiamo incontrato di persona il generale Roberto Vannacci e avuto conferma della sua serietà e affidabilità. Una percezione che ci ha convinti a seguirlo.
Come movimento politico avevamo colto nei suoi discorsi i segnali di un possibile vero cambiamento attraverso le numerose interviste nelle quali il Generale, nonostante i tentativi dei giornalisti di metterlo in difficoltà; non ha mai usato termini compiacenti o ceduto a compromessi ma utilizzando sempre un linguaggio trasparente, un pensiero logico oltre che corretto e dimostrando grande preparazione e cultura, e il rimarcare continuo su argomenti che sono alla base del nostro movimento.
Il suo obiettivo di portare ordine e buonsenso nel delirio ideologico nel quale da ormai troppo tempo la nostra società è immersa, è stato accolto con rinnovata speranza da un sempre maggiore numero di persone che trovano finalmente una figura politica che parla la loro lingua e non quella elitaria del mainstream dove si spacciano per volontà del popolo le pretese di pochi al potere. La prova è che nel giro di pochi mesi i consensi per questa nuova realtà sono saliti in modo esponenziale al punto di mettere in crisi gli altri partiti.
Quali saranno gli sviluppi, se Futuro Nazionale saprà mantenere fede alle dichiarazioni espresse e come verranno realizzate lo confermerà il tempo. Certo è che finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di esprimere e di tradurre in azione quel che il grande Chesterton affermava e cioè che si sarebbe dovuto dimostrare con la spada ciò che è sempre stato logico, come le foglie che d’estate sono verdi. Qui la spada è semplicemente avere il coraggio della verità.
Riportare la famiglia alla sua vera natura, rispettare e difendere la vita, l’innocenza dei bambini dalle assurde pretese del mondo lgbt di strumentalizzare le loro menti fin da piccoli entrando nelle scuole addirittura negli asili, contrastare la cultura del commercio praticato con l’utero in affitto e altre aberrazioni, la condanna verso l’aborto come diritto o l’eutanasia ci confermano che la via della condivisione intrapresa da Democrazia e Sussidiarietà è quella giusta e che è giunto il momento di dare un segnale forte a questa società che sembra aver perso totalmente il senso dell’esistenza, della verità e della giustizia.
Si apre la via tanto auspicata e mai messa realmente in atto dell’unità dei cattolici in politica. Un programma quello di Futuro Nazionale che non può non trovare accoglimento tra chi si considera cattolico poiché consente di aderire ad una rivoluzione culturale di riappropriazione delle nostre radici cristiane che hanno segnato profondamente la storia italiana ed europea, senza rinunciare alla propria identità di appartenenza associativa. Perché devono essere gli obiettivi che uniscono, non le sigle o i leader.
È innegabile che in pochi mesi il mondo politico sia di destra che di sinistra abbia subìto uno scossone che lo ha costretto quantomeno a riflettere sul futuro di ogni singolo partito e a reagire per non perdere consensi. Resta da capire come si posizioneranno invece i vari rappresentanti ai vertici della Chiesa che dicono di non voler entrare in politica ma di fatto orientano le coscienze con le loro iniziative e indicazioni fuorvianti, dal momento che alcuni Vescovi e Cardinali si sono espressi in modo ambiguo e purtroppo anche favorevole nei confronti sia della legge 194 in tema di aborto sia nei confronti dell’eutanasia e che si sono piegati alle derive omosessualiste favorendo la crescita della confusione morale nelle coscienze dei fedeli in nome di un falso e subdolo concetto di inclusione.
Fortunatamente anche nella Chiesa non mancano le voci coraggiose di sacerdoti e vescovi che dissentono dal pensiero materialista di un cristianesimo ormai diventato orizzontale, rimanendo ancorati alla vera natura della loro missione, ma che sono puntualmente o ignorati o contrastati dai mezzi di informazione.
Noi abbiamo incontrato ieri il vescovo di Sanremo Mons. Suetta, che spesso ha coraggiosamente esternato il proprio pensiero nello specifico sul tema dell’aborto promuovendo l’iniziativa della “campana per la vita” che ha suscitato grandi polemiche tra i seguaci di Erode.
Un sacerdote che, umilmente, segue la verità e non le mode, che vede il male e non tace, che vede il bene e lo incoraggia e sa che il mondo non si cambia con una bacchetta magica ma con pazienza e costanza. Una guida autorevole e coerente. E noi lo ringraziamo per il suo incoraggiamento, per averci illuminato e confermato sul percorso da seguire, per la disponibilità offerta, per averci incoraggiato a proseguire per la nostra strada nella ricerca del bene e della giustizia con il coraggio della verità.
Ci auguriamo che certi Pastori, inebriati dalla fama e dal potere del mondo, prendano esempio.



