Non posso accettare una politica che arriva a impedire la possibilità di intitolare una via a Carlo Acutis, il giovane santo. Invece è accaduto a Calcinaia (Pisa). Il consiglio comunale a maggioranza di sinistra, l’ha fatto e senza vergogna. Ha bocciato la proposta formulata dall’opposizione.
Al di là delle schermaglie e delle polemiche mediatiche, il tema non è solo ideologico, ma sostanziale. Ridicole le motivazioni dei censori sinistri: “Il rischio di un modello clericale”.
Se sommiamo quest’ultima notizia ai no ripetuti ai crocifissi nelle scuole, le teorie gender, l’educazione sessuale, non possiamo non confermare una pericolosa tendenza in atto: costruire una società totalmente laicizzata, uno Stato etico che ha come obiettivo cancellare le nostre tradizioni e radici storiche, culturali, religiose. Ricordo sommessamente che la religione cattolica non è soltanto una scelta di fede, ma un elemento costitutivo della nostra identità nazionale. E ciò vale pure per gli agnostici.
E la stessa laicità dello Stato fu introdotta da Cavour per tutelare proprio la libertà religiosa, non come sta diventando ora, l’imposizione attiva dell’ateismo di Stato.
Perché si ha paura di Carlo Acutis? Perché si teme l’affermazione di un modello virtuoso per la gioventù, che sa usare correttamente i social (non a caso è considerato il santo digitale), ma anche e soprattutto la capacità di vivere una vita sana, esuberante, gioiosa, costruttiva, e non nichilista, materialista, egoista, individualista, senza valori, propensa allo sballo, alla droga, alla violenza senza scopo, al non rispetto dell’altro.
Oggi il vero rivoluzionario è chi è fedele alle cose che contano: amare, non drogarsi, non sballarsi, lavorare, mettere su famiglia.
Penna rossa quindi alla Giunta di Calcinaia. Proposta: perché non cancellare dalla toponomastica stradale pure tutti i riferimenti ai personaggi, ai leader e ai dittatori comunisti, molto presenti nelle nostre città?


