Il 3 giugno è il giorno in cui in Aula si avvierà la discussione sul fine vita. L’obiettivo è un provvedimento condiviso da maggioranza e minoranza, da governo e opposizione, ma la sostanza, l’attuale livello di conflittualità politica e l’avvicinarsi delle elezioni, ci inducono a dire che molto probabilmente avverrà la solita sceneggiata, la solita rissa, orchestrata ad arte per galvanizzare le opposte tifoserie. La verità è che nessuno vuole rischiare di perdere consensi facili. Da un lato, l’elettorato cattolico, dall’altro, l’elettorato laicista, liberal, radical.
Il tema è che non si dovrebbe proprio legiferare su temi così importanti e che andrebbero a regolare la vita e la morte delle persone col pretesto dell’amore o del mito dell’autodeterminazione fino ai livelli più estremi. Sarebbe il via libera a uno “Stato etico eugenetico” che tiene in vita unicamente i sani, i perfetti, secondo modelli puramente ideologici, eliminando depressi, sofferenti e malati inguaribili ma non incurabili.
Ripetiamo: una società civile deve eliminare la sofferenza, non il sofferente. Non deve abbandonare i diretti interessati, non farli sentire inutili. L’alternativa è il completo accesso alle cure palliative.
LO STATO DELL’ARTE. Al momento, non c’è accordo tra i partiti.
1) C’è una proposta del parlamentare dem ALFREDO BAZOLI, approvata alla Camera e arenatasi in Senato, che solo parzialmente ha visto una timida apertura e disponibilità da parte del centro-destra. Ma solo a parole.
2) E c’è una proposta dell’azzurro ZANETTIN e di ZULLO di Fdi. Che evidentemente pensano, affrontando questo delicato argomento, di scippare alla sinistra il fine vita
ARGOMENTI OGGETTO DI SCONTRO TRA DESTRA E SINISTRA
1) Per la destra deve essere escluso dalla valutazione sul fine vita il Servizio sanitario nazionale e vorrebbe imporre una casistica più restrittiva rispetto alla posizione della sinistra: “SI PUO’ PROCEDERE ALLA MORTE ASSISTITA, SOLO IN PRESENZA DI TRATTAMENTI SOSTITUTIVI DI FUNZIONI VITALI”, mentre il testo dem parla di “TRATTAMENTI DI SOSTEGNO VITALE” (ad esempio, l’USO DI CATETERI PER RESPIRARE). La differenza è forte: un conto è se si vive “solo” con le macchine, un conto se le macchine “aiutano” a vivere (funzione di supporto).
2) Per la destra deve decidere un COMITATO ETICO NAZIONALE, per la sinistra deve decidere un COMITATO ETICO TERRITORIALE E L’OPINIONE DEL MEDICO CURANTE.
E qui c’è l’inganno: per la sinistra il Comitato etico territoriale è il cavallo di Troia con cui le Regioni, titolari della sanità, pensano di sostituire una legge regionale al posto della legge nazionale (modello-Toscana).
Invece no, come sappiamo, le Regioni non hanno titolarità a decidere, ma per la riforma del Titolo V della Costituzione, compete loro solo esercizio tecnico-organizzativo della sanità. E poi, il discrimine non è l’ausilio o la sostituzione delle macchine per vivere, ma che nessuno può uccidere per conto del sofferente anche questi lo scrive e lo chiede. LO STATO NON PUO’ DIVENTARE UN SICARIO E LEGITTIMARE LA MORTE. NESSUN INTERVENTO DA PARTE DI TERZI

